Porta San Sebastiano

Archeologia & Porta San Sebastiano

  • La Passeggiata Archeologica
  • Santa Balbina 
  • Le Terme di Caracalla 
  • I Santi Nereo e Achilleo
  • Le mura Aureliane

La zona compresa tra piazza di Porta Capena e piazzale Numa Pompilio rappresenta il cuore di una vasta area archeologica, che parte dal Foro Romano, passa dal Circo Massimo e dalle Terme di Caracalla e conduce fino a Porta San Sebastiano e all’Appia Antica. Questo territorio è stato molte volte oggetto, nella storia della città, di vaste operazioni urbanistiche, che ne hanno profondamente modificato l’aspetto. Diversi progetti per la sistemazione dell’area furono elaborati fin dal XVI secolo, ma è negli anni Trenta del Novecento che si è attuata una sua sistemazione definitiva.

Le grandi emergenze archeologiche del territorio hanno il loro centro nei maestosi ruderi delle Terme di Caracalla; il viale ad esse intitolato costituisce l’asse principale della cosiddetta “Passeggiata Archeologica” e del nostro itinerario. Questa strada, con la sua prosecuzione via di Porta San Sebastiano, ricalca il tracciato urbano della via Appia, che aveva origine dall’antica Porta Capena delle cosiddette Mura Serviane e che era affiancata da sepolcreti, oggi conservati sul lato della strada.

Dopo la fine dell’età imperiale, lungo questa direttrice sorsero alcuni importanti conventi, come quelli di Santa Maria in Tempulo, di San Sisto Vecchio, dei Santi Nereo e Achilleo e di San Cesareo, che spesso assolvevano a compiti di accoglienza per i pellegrini che provenivano dal Sud della penisola. Nei secoli del Medioevo furono questi centri a mantenere in vita, sebbene in stato di semi abbandono questo estremo lembo del territorio urbano entro le Mura Aureliane.

Solo dal Rinascimento in poi, con gli importanti ritrovamenti archeologici effettuati nelle Terme di Caracalla, cominciò per l’area un lento e progressivo recupero. Dopo l’unità d’Italia, gli interventi mirarono alla tutela degli antichi monumenti, minacciati dalla improvvisa e massiccia urbanizzazione che si verificò nei nuovi quartieri limitrofi, da Testaccio a San Giovanni. Con il Ventennio fascista i sogni di fare di quest’area un grande parco archeologico tramontarono e i grandi viali realizzati ad esclusivo uso pedonale divennero arterie di grande scorrimento per il traffico cittadino diretto verso il nuovo quartiere dell’EUR.

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