Foro Boario & Palatino

Dal Foro Boario al Palatino

  • Il Foro Boario 
  • Santa Maria in Cosmedin,
  • la Bocca della Verità
  • l’Ara Massima di Ercole 
  • Il Tempio di Ercole Vincitore e il Tempio di Portuno 
  • San Giorgio in Velabro 
  • Il Circo Massimo 
  • Il Palatino

L’area del Foro Boario risulta del massimo interesse perché essa è legata agli albori della città, e ancora più importante è quel tratto del Tevere, dove ora sono le rovine del cinquecentesco Ponte Rotto. Le indagini archeologiche ci dicono che intorno all’anno 1000 a.C. si formarono piccoli insediamenti di capanne sul Palatino e sulle altre colline nella piana del Tevere che, a partire dall’VIII secolo, si sarebbero uniti dando vita alla città di Roma.

La crescita di questi primitivi insediamenti, costituiti da Latini, Sabini ed Etruschi, fu incentivata dalla opportunità di sviluppare attività mercantili lungo il fiume. Il sale, preziosissimo perché utilizzato nell’allevamento del bestiame e per la conservazione delle carni, veniva estratto alla foce del Tevere, presso Ostia, e quindi trasportato verso le regioni dell’interno attraverso quella pista che sarebbe divenuta la via Salaria. Ma c’era soprattutto un elemento che rese la vicinanza del fiume fondamentale per i destini dei gruppi che abitavano all’epoca il sito del Palatino e degli altri colli: il guado situato a valle dell’Isola Tiberina.

Sostituito in seguito dal famoso Ponte Sublicio, questo guado metteva in comunicazione le due piste percorse dagli allevatori di bestiame: la pista che portava verso il Settentrione etrusco e quella che conduceva al Meridione greco, divenute in seguito la via Aurelia e la via Appia. Controllando questo tratto del fiume a poca distanza dall’Isola Tiberina, i primi Romani riuscirono a beneficiare degli intensi scambi tra le due aree e a conseguire rapidamente una posizione di prestigio.


Non a caso la riva prospiciente venne detta, sino al tempo dell’impero, Foro Boario, il mercato dei buoi. Il luogo si attrezzò, nei secoli successivi, con un porto fluviale, situato nell’area dove oggi sorge il palazzo dell’Anagrafe a via Petroselli, e con templi che celebravano le gesta di Ercole, considerato un protettore del luogo e dei commercianti.

Questo perché, secondo il mito, il semidio vi sconfisse il malvagio gigante Caco, dal quale era stato derubato dei buoi conquistati a Gerione: favola che forse adombra l’effettivo ruolo di garanti della sicurezza dei commerci che i primi Romani furono in grado di impersonare.

Durante tutto il periodo della Repubblica e poi dell’impero la zona mantenne la sua vocazione spiccatamente commerciale e nel primo Medioevo, per la vicinanza dei palazzi imperiali del Palatino, conobbe un cospicuo insediamento bizantino, tanto da essere soprannominata ripa graeca.

Roman ruins in Rome, Forum

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