San Giovanni in Laterano

Il Laterano

  • San Giovanni in Laterano
  • Santa Croce in Gerusalemme

La sua esatta intitolazione è Santissimo Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano; si affaccia sulla piazza di Porta S. Giovanni ed è la cattedrale della città, in quanto sede della cattedra del vescovo di Roma, cioè il papa. La tradizione ci dice che fu lo stesso imperatore Costantino a stabilirne la costruzione, subito dopo aver proclamato l’Editto di Milano, nel 313. L’imperatore si vantava, nel testo della Donazione di Costantino, di aver personalmente «portato sulle spalle, per le sue fondamenta, dodici cofane di terra secondo il numero dei dodici apostoli ». La tipologia edilizia più utile alle esigenze della comunità cristiana risultava essere quella delle basiliche pagane, le grandi aule rettangolari utilizzate fino a quel momento per processi e riunioni pubbliche. L’imponente costruzione, detta Caput Ecclesiarum, “Madre e capo di tutte le chiese”, venne ultimata in sei anni e fu inaugurata nel 318: era una grande aula rettangolare divisa in navate, con copertura a capriate, simile alla coeva S. Pietro; l’aspetto era fastoso, con colonne di marmo verde, lampadari d’oro e l’altare d’argento.

Fu collegata all’adiacente Palazzo Apostolico, con il quale costituì il Patriarchìo, la residenza del patriarca di Roma, ovvero il papa; tutto intorno sorsero il battistero, una serie di cappelle, cortili, aule, archi, triclini, dove il pontefice, durante le solennità religiose, riuniva il clero e le rappresentanze del popolo. Questo complesso unico e compatto, senza soluzione di continuità, tra la basilica e il resto, costituì un vero e proprio borgo, nel quale si svolse tutta la storia pontificia del Medioevo, fino all’esilio avignonese.

All’inizio la basilica venne dedicata al Cristo Salvatore e solo con papa Gregorio Magno (590-604) la dedica fu estesa ai due S. Giovanni, Battista ed Evangelista. La basilica venne ricostruita una prima volta nel 910 da papa Sergio III, che vi fu sepolto; da allora l’edificio divenne una sorta di grande mausoleo, poiché vi furono sepolti in seguito altri sette papi: Giovanni XI (931-35), Agapito II (946-55), Giovanni XII (955-64), Silvestro II (999-1003), Sergio IV (1009- 12), Alessandro III (1159-81) e Innocenzo III (1198-1216).


Nell’antica basilica si teneva l’investitura pontificia, con una solenne cerimonia; essa si svolgeva subito dopo l’elezione del nuovo papa, come “presa di possesso” della Chiesa di Roma e della cattedrale della città. La cerimonia dell’investitura pontificia fu interrotta quando, nel 1304, i papi abbandonarono Roma e trasferirono la loro sede ad Avignone.
La medievale cerimonia dell’investitura pontificia venne ripresa con il ritorno dei papi a Roma, ma solo col significato di presa di possesso della basilica da parte del papa in qualità di vescovo di Roma, in quanto sia l’elezione che la consacrazione pontificia si svolgevano ormai a S. Pietro. Dal XV secolo, quando la residenza pontificia si trasferì in Vaticano, la “presa di possesso” assunse una forma spettacolare e sfarzosa, infatti essa si svolgeva con un pittoresco corteo, nel quale il papa procedeva a cavallo da S. Pietro a S. Giovanni, con il seguito della Guardia Svizzera e della Guardia Nobile, di cardinali e monsignori, rappresentanti della nobiltà e del popolo in vettura o anche a piedi.

Oggi il pontefice neoeletto vi si reca in automobile e la cerimonia ha assunto un carattere molto più sobrio.
Nel 1300 Giotto fu chiamato ad affrescare la “loggia del Giubileo”, dalla quale papa Bonifacio VIII proclamò il primo della serie degli Anni Santi. Nel 1308 la basilica venne gravemente danneggiata da un violento incendio; a seguito di un secondo incendio nel 1361, che tra l’altro danneggiò gravemente l’affresco giottesco, si decise di compiere una completa graduale ricostruzione del complesso, salvando l’antica abside con i mosaici duecenteschi di Jacopo Torriti e Jacopo da Camerino, lo splendido chiostro costruito dai Vassalletto tra il 1215 e il 1232 e la facciata in laterizio fatta erigere da Alessandro III (1159-81), che avevano resistito a terremoti e incendi.

Nel XV secolo, Martino V (1417-31) venne sepolto in basilica, alla base dell’altare papale, entro il recinto della confessione; quindi l’interno venne decorato dagli splendidi affreschi di Gentile da Fabriano e Pisanello. Alla fine del secolo successivo, Sisto V (1585-90) realizzò la nuova Loggia delle Benedizioni sulla testata del transetto destro, e Clemente VIII (1592-1605) fece ridecorare il transetto. L’ultima ristrutturazione radicale della basilica si deve a Innocenzo X (1644-55), che commissionò a Francesco Borromini il nuovo disegno a cinque navate.

Borromini concepì una vera e propria trasformazione, in una prospettiva di un barocco tanto articolato e maestoso quanto nobilmente privo di enfasi, con i grandi pilastri al posto delle colonne, le ampie e severe edicole degli apostoli, trasformando la spazialità della navata paleocristiana in un ampio salone, a precedere il ciborio gotico e l’abside con i mosaici.


Infine venne cambiata anche la facciata, tra il 1732 e il 1735, ad opera di Alessandro Galilei, che provvide anche alla costruzione della Cappella Corsini, nella quale papa Clemente XII (1730-40) ebbe la sua tomba.

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